Biblioteca di Valsolda
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Con la locandina allegata, vi invitiamo all'incontro di venerdì 13 marzo alla scoperta della Foresta Demaniale di Valsolda, che ci verrà presentata dal personale dell'Ersaf, con bellissime immagini della fauna, della flora, dei nuovi percorsi,

dei paesaggi e dei progetti.

Un bell'angolo di territorio incontaminato facilmente raggiungibile

ed attrezzato per delle piacevolissime visite di studio e di svago.

Vi aspettiamo numerosi come sempre.

manifesto

 
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Ti aspettiamo a questa bella e ricca serata, per scoprire insieme uno straordinario giacimento di fossili

tra i più importanti d'Europa.

 

 

manifesto

 
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Nativit_di_G._Savoldocommento_a_cura_della_Biblioteca_di_Valsolda

 
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Questa favola è nata in un campo di concentramento nel nord-ovest germanico, nel dicembre del 1944 e le Muse che l’ispirarono si chiamavano Freddo, Fame e Nostalgia.

La scrissi rannicchiato nella cuccetta inferiore di un “castello” biposto e sopra la mia testa c’era la fabbrica della musica. Io mandavo su da Coppola i versi di canzoni nudi e infreddoliti e Coppola me li rimandava giù rivestiti di musica soffice e calda come lana d’Angora.

Si avvicinava il secondo Natale di prigionia e la sera della vigilia, nella squallida baracca del teatro, zeppa di gente malinconica, io lessi la favola.

La nostalgia l’hanno inventata i prigionieri, perché in prigionia tutto quello che appartiene al mondo precluso diventa favola e la gente ascolta sbalordita qualcuno raccontare che le tendine della sua stanza erano rosa. In prigionia anche i colori sono una favola, perché nel lager tutto è bigio. E per questo uomini maturi trovarono naturale che io, per Natale,  raccontassi loro una favola e giudicarono originalissimo che, nella favola, un uomo s’incontrasse con sua madre e col suo bambino. E la semplice vicenda interessava i prigionieri forse più ancora del contenuto polemico della fiaba stessa.

“Io vi racconterò una favola, e voi la racconterete al vento di questa sera, e il vento la racconterà ai vostri bambini. E anche alle mamme e alle nonne dei vostri bambini perché è la nostra favola: la favola malinconica di ognuno di noi”.

 

                                                                                                                                   Giovannino Guareschi


Nel campo di prigionia di Sandbostel furono rinchiusi più di seimila ufficiali dell’esercito italiano, arrestati dopo l’8 settembre del  1943 in Italia e in Grecia. Molti morirono di fame, di freddo, di malattia, anche dopo la liberazione.

 

Alcuni cercarono di tenere alto il morale dei compagni e viva la speranza di poter tornare liberi a casa.

 

E questa favola è un magnifico esempio.

 

Manifesto_invito

 

 
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Vi allego l'invito della Biblioteca Comunale di Valsolda alla presentazione di due libri di "fiabe terapeutiche",

di Elvezia Benini, Cecilia e Giancarlo Malombra,

editi dalla nota casa editrice Franco Angeli una degli specialisti del settore.

Gli autori, che hanno già all'attivo altri testi sullo stesso tema, si rivolgono a tutti gli educatori,

a cominciare dalla famiglia, genitori e nonni, per arrivare alla scuola, dal nido all'infanzia ed alla primaria.

Il percorso proposto coinvolge "direttamente e personalmente" anche gli adulti:

"Abbiamo pensato, per rendere più facile la lettura, di dividere il testo in due parti: la prima composta di fiabe

per i piccoli e la seconda da fiabe per i "grandi" che necessitano di ri-trovare il bambino perduto,

ri-vedere il proprio passato e gli eventuali nodi irrisolti che, proprio perché non risolti, divengono carichi pesanti

e proiezioni facilmente trasferibili sui propri figli, se non elaborati."

Saranno presenti gli autori e al termine, vi segnalo il concerto.

In attesa di ritrovarci, cari saluti.

locandina_fiabe

 
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