Biblioteca di Valsolda
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Questa favola è nata in un campo di concentramento nel nord-ovest germanico, nel dicembre del 1944 e le Muse che l’ispirarono si chiamavano Freddo, Fame e Nostalgia.

La scrissi rannicchiato nella cuccetta inferiore di un “castello” biposto e sopra la mia testa c’era la fabbrica della musica. Io mandavo su da Coppola i versi di canzoni nudi e infreddoliti e Coppola me li rimandava giù rivestiti di musica soffice e calda come lana d’Angora.

Si avvicinava il secondo Natale di prigionia e la sera della vigilia, nella squallida baracca del teatro, zeppa di gente malinconica, io lessi la favola.

La nostalgia l’hanno inventata i prigionieri, perché in prigionia tutto quello che appartiene al mondo precluso diventa favola e la gente ascolta sbalordita qualcuno raccontare che le tendine della sua stanza erano rosa. In prigionia anche i colori sono una favola, perché nel lager tutto è bigio. E per questo uomini maturi trovarono naturale che io, per Natale,  raccontassi loro una favola e giudicarono originalissimo che, nella favola, un uomo s’incontrasse con sua madre e col suo bambino. E la semplice vicenda interessava i prigionieri forse più ancora del contenuto polemico della fiaba stessa.

“Io vi racconterò una favola, e voi la racconterete al vento di questa sera, e il vento la racconterà ai vostri bambini. E anche alle mamme e alle nonne dei vostri bambini perché è la nostra favola: la favola malinconica di ognuno di noi”.

 

                                                                                                                                   Giovannino Guareschi


Nel campo di prigionia di Sandbostel furono rinchiusi più di seimila ufficiali dell’esercito italiano, arrestati dopo l’8 settembre del  1943 in Italia e in Grecia. Molti morirono di fame, di freddo, di malattia, anche dopo la liberazione.

 

Alcuni cercarono di tenere alto il morale dei compagni e viva la speranza di poter tornare liberi a casa.

 

E questa favola è un magnifico esempio.

 

Manifesto_invito

 

 
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Vi allego l'invito della Biblioteca Comunale di Valsolda alla presentazione di due libri di "fiabe terapeutiche",

di Elvezia Benini, Cecilia e Giancarlo Malombra,

editi dalla nota casa editrice Franco Angeli una degli specialisti del settore.

Gli autori, che hanno già all'attivo altri testi sullo stesso tema, si rivolgono a tutti gli educatori,

a cominciare dalla famiglia, genitori e nonni, per arrivare alla scuola, dal nido all'infanzia ed alla primaria.

Il percorso proposto coinvolge "direttamente e personalmente" anche gli adulti:

"Abbiamo pensato, per rendere più facile la lettura, di dividere il testo in due parti: la prima composta di fiabe

per i piccoli e la seconda da fiabe per i "grandi" che necessitano di ri-trovare il bambino perduto,

ri-vedere il proprio passato e gli eventuali nodi irrisolti che, proprio perché non risolti, divengono carichi pesanti

e proiezioni facilmente trasferibili sui propri figli, se non elaborati."

Saranno presenti gli autori e al termine, vi segnalo il concerto.

In attesa di ritrovarci, cari saluti.

locandina_fiabe

 
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Manifesto_2014.07.05

 
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Purtroppo, visto che le previsioni danno brutto tempo per il prossimo weekend,

gli organizzatori hanno deciso che

LA FESTA FOGAZZARIANA "CIAK SI GIRA", in programma per il 28 e 29 giugno

E' RINVIATA AD AGOSTO.

 

Arrivederci a tutti.

 
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