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I Santi

S.Bernardino

Religioso francescano, fu grande e popolare predicatore del nome di Gesù. Attraversò villaggi e città dell'Italia settentrionale e centrale portando, con la parola e con l'esempio, intere popolazioni a un profondo rinnovamento cristiano. Lavorò per la riforma dell'Ordine francescano. Di lui restano alcuni scritti in lingua latina e volgare.  Nato nel 1380 a Massa Marittima, morì nel  1444  nella città dell'Aquila, dove nel corso delle prediche che si era prefissato vi giunse ormai morente. Bernardino fu canonizzato nel 1450 a soli sei anni dalla morte.

 

S.Lucio
 
S. Lucio di Cavargna conosciuto anche come Luguzzone o Uguzo, ha il centro del suo culto nel piccolo Oratorio di S. Lucio, sperduto trai pascoli montani, all’estremo limite della Val  Cavargna, al confine con la Svizzera tra i laghi di Lugano e di Como, a 1669 m sul livello del mare; la parrocchia è quella di Cavargna della diocesi di Milano, benché sia in provincia di Como.
Dall’antico “Catalogus Sanctorum Italiae” edito nel 1613, si apprende che Lucio sarebbe stato un pastore di armenti, dipendente di un padrone, dal quale fu licenziato dopo essere stato accusato di furto; perché aveva fatto con gli averi del padrone, piccoli doni alla Chiesa ed ai poveri.
Fu assunto da un nuovo padrone più accondiscendente e successe che, mentre le ricchezze di questo aumentavano, diminuivano quelle del padrone precedente; il quale sia per odio, sia per invidia, lo uccise.
Sul posto dove fu ucciso, sgorgò una sorgente così abbondante da formare un laghetto, alle cui acque accorrono gli ammalati degli occhi per guarire. L’antico oratorio di S. Lucio di Cavargna divenne meta di pellegrinaggi di devoti, i quali gli si rivolgevano per impetrare la pioggia o il tempo sereno; inoltre conserva un pregevole dipinto del Cinquecento su rame, che raffigura il santo pastore che distribuisce ai poveri il formaggio; soggetto anche di altre raffigurazioni.
Il culto è diffuso in una cinquantina di località del Nord Italia e del Canton Ticino; la sua festa è il 12 luglioS.Lu
S. Lucio di Cavargna conosciuto anche come Luguzzone o Uguzo, ha il centro del suo culto nel piccolo Oratorio di S. Lucio, sperduto trai pascoli montani, all’estremo limite della Val  Cavargna, al confine con la Svizzera tra i laghi di Lugano e di Como, a 1669 m sul livello del mare; la parrocchia è quella di Cavargna della diocesi di Milano, benché sia in provincia di Como.
Dall’antico “Catalogus Sanctorum Italiae” edito nel 1613, si apprende che Lucio sarebbe stato un pastore di armenti, dipendente di un padrone, dal quale fu licenziato dopo essere stato accusato di furto; perché aveva fatto con gli averi del padrone, piccoli doni alla Chiesa ed ai poveri.
Fu assunto da un nuovo padrone più accondiscendente e successe che, mentre le ricchezze di questo aumentavano, diminuivano quelle del padrone precedente; il quale sia per odio, sia per invidia, lo uccise.
Sul posto dove fu ucciso, sgorgò una sorgente così abbondante da formare un laghetto, alle cui acque accorrono gli ammalati degli occhi per guarire. L’antico oratorio di S. Lucio di Cavargna divenne meta di pellegrinaggi di devoti, i quali gli si rivolgevano per impetrare la pioggia o il tempo sereno; inoltre conserva un pregevole dipinto del Cinquecento su rame, che raffigura il santo pastore che distribuisce ai poveri il formaggio; soggetto anche di altre raffigurazioni.
Il culto è diffuso in una cinquantina di località del Nord Italia e del Canton Ticino; la sua festa è il 12 luglio.
 
S.Miro
 
È venerato a Sorico, sul lago di Como. Nacque a Canzo paese sullo stesso lago, verso il 1306. Da giovane donò tutto ciò che possedeva ai poveri e si mise a condurre vita eremitica, prima nei dintorni del paese natio, Canzo, poi a Sorico, in diocesi e in provincia di Como, sulla Riviera del Lario.
Alcuni studiosi lo classificano appartenente al Terz’Ordine Francescano, altri lo negano. Dopo una vita durata 75 anni, in gran parte dedita all’eremitaggio ed alla mortificazione nella povertà, Miro morì nel 1381 e venne sepolto a Sorico nella chiesa di S. Michele (oggi chiamata di S. Miro), situata su un vicino colle.

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