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Chiesa della Madonna Assunta

 Chiesa della Madonna Assunta

 

 Pala

Presbiterio

Cappella di S. Carlo

Cappella della Madonna

Cappella di S. Antonio

Cappella di S. Eurosia

Tomba di Pellegrini e Cupola

Sacrestia e oratorio di S. Pietro

Santi:
Eurosia
Caterina
Lucia

San Rocco

Madonna Assunta

 

Di origine romanica S. Maria Assunta fu totalmente rifatta nei sec. XVI-XVII. La grande navata unica che ne caratterizza l’interno, risulta particolarmente imponente se confrontata con il restante corpo dell’edificio. Cio’ è dovuto ai maestosi arconi addossati alle pareti laterali. Si ritiene  risalgano a un incompiuto progetto di ristrutturazione attribuito a Pellegrino Tibaldi detto “il Pellegrini”. Nato a Puria nel 1527, il Pellegrini fu grande architetto, oltreché pittore, al servizio di Carlo Borromeo arcivescovo di Milano, e fu insignito da Filippo II di Spagna, per il quale lavoró all’Escuriale, del titolo di Marchese di Valsolda. Controfacciata: ai lati dell’organo, due angeli affrescati in finto rilievo.
Cupola: decorata secondo i canoni dell’illusionismo prospettico allora di gran moda (‘700), ne risulta fortemente dilatata.
Lato sinistro: -  dipinto votivo, dedicato ai Santi della peste Sebastiano e Rocco, commissionato da Ottavio Callegari, mercante a Venezia;
-  cappella di S.Antonio Abate, Santo eremita guaritore dell’Erpes Zoster, malattia nota come “Fuoco di Sant’Antonio”. Di fianco, due figure importanti per la storia locale: una statua di San Lucio con il formaggio in mano, immagine tradizionale del Santo, patrono degli alpeggi; e San Pietro Martire, grande persecutore degli eretici, rappresentato in affresco nell’attimo della sua uccisione da parte di un sicario, inviato da Stefano Confalonieri, signore del Castello di Albogasio e protettore dei Catari;
-   transetto con cappella dedicata a Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano e Signore di Valsolda, in occasione della sua canonizzazione (1610):  
-  al centro, San Carlo in preghiera davanti al Sacro Chiodo, reliquia del Duomo di Milano;
-  a sinistra, attentato a San Carlo da parte di un frate appartenente all’ordine degli Umiliati, ostile al Borromeo; lo si intravede, con l’arma puntata, alle spalle del personaggio in primo piano;
- a destra, la Valsolda rende omaggio a San Carlo. In primo piano Don Domenico Pozzo, parroco di San Mamete , caudatario (cioé reggitore dello strascico) dell’arcivescovo;  in mano una “pezzuola da naso”. Architetture illusionistiche fanno da cornice alle scene, peraltro in pessime condizioni.
Lato destro:
- cappella di Sant’Eurosia, figura importata dagli Spagnoli, nel Seicento signori della Lombardia; molto venerata dalle popolazioni rurali perché intercedeva a favore del sereno o della pioggia. I suoi attributi, corona, scettro e ermellino, ne indicano l’origine regale. La tradizione ne tramanda la decapitazione da parte dei Mori nella Spagna del VII sec.
- Confessionale degli uomini, a cui si accede dal transetto destro attraverso una porticina. Vi si trova un affresco della Trinità, commissionato dal Pellegrini per il padre, e originariamente sul muro esterno sud, dove un tempo si trovava il cimitero. Inglobato in quel vano, cosi piccolo, fa sembrare immenso quel Dio padre che regge tra le ginocchia il figlio crocifisso.
Nel pavimento al centro della navata, lastra della tomba presunta del Pellegrini.

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