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Riserva naturale

 

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Nell’aprile del 2007 tutta la Foresta è stata dichiarata Riserva Naturale in accordo al Piano regionale delle aree protette disposto dalla L.R. 86/83. La Valsolda, infatti, presenta caratteristiche generali di elevata naturalità, con modeste evidenze della passata attività umana, una ricca fauna e la presenza di specie botaniche rare ed endemiche. La Riserva Naturale è ripartita in due zone aventi diverso grado di protezione: una, definita come “Riserva Naturale Integrale”, che comprende la parte centrale e settentrionale della foresta e tutela ”integralmente” gli ambienti naturali più selvaggi, l’altra, definita “Riserva Naturale Orientata”, che occupa la porzione meridionale del territorio nel quale si inserisce la sentieristica trattata nel presente libretto e che svolge prioritariamente una funzione turistica didattico-culturale sostenibile per l’ambiente naturale. Già nel 2004 la Riserva Naturale Valsolda era stata inserita tra i siti Natura 2000 di interesse della Comunità Europea come Zona di Protezione Speciale (ZPS) per la presenza di particolari habitat e pregevoli specie faunistiche.

Caratteri ambientali

La Foresta ha un’estensione di 318 ettari e si colloca nel tipico ambiente delle Prealpi calcaree lombarde, con un paesaggio molto accidentato e aspro, caratterizzato da pareti, rocce, forre, valli incise e piccoli ripiani. I monti offrono grandi panorami sul lago di Lugano, la Valsolda e le sommità al confine con la Svizzera, Cima di Nores e Cima di Fiorina. La proprietà regionale ricade interamente nel comune di Valsolda, nella Comunità Montana Alpi Lepontine, e rientra quasi per intero nel bacino del torrente Soldo, mentre, oltre il Passo Stretto, entra nel bacino del torrente Rezzo. Le quote vanno da 700 m (Valle Soldo) a 1.810 m (Cima Fiorina), dove passa il confine con la Confederazione Elvetica. Sui crinali e nei valloni più freschi, si ritrovano porzioni limitate di faggeta quasi pura, mentre in prossimità dei vecchi alpeggi (Alpe Serte, Alpe Fiorina e Alpe Pessina) sono presenti boschi artificiali di Larice, Abete rosso e Pino nero, piantati subito dopo la seconda guerra mondiale. Nelle porzioni più alte dei versanti, vi sono interessanti popolamenti di Pino mugo, anche estesi, mentre dominano nelle esposizioni calde a sud formazioni forestali termofile con Carpino nero, Sorbo montano e Nocciolo. Tutto il bosco, ad eccezione dei rimboschimenti a conifere, è da considerarsi relativamente giovane, in quanto si è insediato e sviluppato naturalmente nel corso degli ultimi 30-40 anni in seguito all’abbandono delle attività pastorali. Oltre allo splendido paesaggio, la Foresta della Valsolda è interessante dal punto di vista naturalistico per la ricchezza floristica e soprattutto faunistica, con la presenza di quasi tutta la fauna tipica dell’ambiente prealpino lombardo, tra cui camosci, cervi, caprioli e l’aquila reale. Come particolarità degne di una visita si segnala, lungo il sentiero che porta verso l’Alpe di Noresso, la grotta dell’orso, Bús de la Noga, un tempo rifugio dell’orso delle caverne, e, nei pressi dell’Alpe Pessina, alcuni Sorbi montani monumentali. Tutta l’area regionale e quella circostante sono percorribili grazie ad una fitta rete di sentieri tra cui il “Sentiero delle quattro Valli”, (numero 3 barrato), splendido percorso escursionistico che, partendo da S. Mamete attraversa la Valsolda, la Val Rezzo, la Val Cavargna e la Val Senagra per giungere nel comune di Plesio.

Guida ai percorsi

Partendo da Dasio, a 600 metri di altezza, si segue il “Sentiero delle Quattro Valli”, contrassegnato dal numero 3 barrato, che scende e supera il torrente Soldo per risalire sul versante opposto fino ad incontrare sui ripiani prativi, l’alpe Rancò e la strada cementata che sale da Drano (si può salire direttamente da questa frazione, ma il dislivello è maggiore). Si prende a sinistra e si sale lungo la trattorabile, superando alcune baite (Ranco), fino ad entrare nella Foresta Regionale della Valsolda. Un apposito cartello indica l’inizio della Foresta e fornisce le prime informazioni. Inizia qui la Via dei Canti (bolli blu) che ci accompagnerà lungo tutto il percorso con 10 pannelli didattici (A-L). La strada si fa meno erta ed entra decisamente nella valle tra aspre pareti calcaree e boschi di carpino e pino silvestre fino all’Alpe Serte (845 m), dove è possibile riposarsi all’area di sosta: qui inizia il Sentiero Faunistico (bolli rossi) e illustrato da pannelli didattici numerati (1-11). D’ora in poi, se si vuol sperare di incontrare qualche animale selvatico e soprattutto udirne i suoni, bisogna camminare cauti e in silenzio, e ascoltare le voci del bosco. Il punto più alto del percorso è l'Alpe Pessina a 1217 m. Si tratta di percorsi facili ma che richiedono comunque un pò di allenamento (E). I tracciati non presentano particolari difficoltà; tuttavia occorre prestare una certa attenzione nel tratto compreso tra il Passo Stretto e l’Alpe Pessina, a causa del terreno scivoloso e ripido. Per ogni evenienza si consiglia l’impiego di scarpe da trekking e abbigliamento da montagna. Si esorta, infine, ad evitare ogni atto o comportamento che possa essere di disturbo alla fauna, ricordando che si è all’interno di un’area protetta.

Punti d’appoggio
Campeggio S. Rocco, loc. Dasio, tel.: 0344-68500.  Nel comune di Valsolda e frazioni sono presenti numerosi ristoranti e alberghi

Scheda tecnica percorsi
Luogo di partenza: Valsolda (CO), frazione Dasio (597m slm) o frazione Drano (493m slm) Punto più alto: Alpe Pessina, 1217m slm Dislivello: 620m da Dasio, 724m da Drano Tempo di percorrenza: 3:00 h per la Via dei Canti; 4:00 h ore per il Sentiero Faunistico Periodo consigliato: dalla primavera (III-VI) all’autunno (IX-XI)

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