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Drano

Drano Valsolda

Questa – la frazione piu’ piccola della Valsolda – dista circa 10 minuti di cammino da Loggio. Di Drano era Giacomo Pezzi (XVIII se.), mercante a Venezia di generi coloniali,  il quale, come si legge nella guida di Ireneo Simonetti, “arrivo’ a cambiare l’umile tetto abbandonato in Valsolda nella monumentale Ca’ d’Oro di Venezia”. A Drano Casa Pezzi esiste ancora, all’uscita ovest dal paese.
Da Drano passa la mulattiera che sale, costeggiando i pascoli di Ranco’, al Passo Stretto, varco dalla Valsolda alla Val Rezzo, a suo tempo già percorso dalle  milizie romane di passaggio dal lago di Como al lago di Lugano.
Nel Settecento un facoltoso imprenditore edile, Carlo Francesco Pizzoni attivo a Torino, fece erigere al centro del paese l’oratorio del Beato Simonino,  tuttora esistente, a suo tempo corredato di una ricca dote.  Simonino, secondo la credenza dell’epoca,  sarebbe stata vittima di cattivi giudei. Ma nel caso di Drano la dedicazione non sembra fosse dettata da sentimenti antigiudaici ma piuttosto dal fatto che il mestiere del padre di Simonino  fosse conciatore di pelli, cosa che si accorderebbe con la dedicazione della chiesa madre (di Loggio) a San Bartolomeo, patrono dei cuoiai. Recentemente la titolazione della cappella é stata modificata, ed ora è dedicata anche ai SS. Innocenti , le vittime della strage di Erode.

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