• panorama04
  • dd
  • panorama01
  • Villa Fogazzaro
  • San Mamete
  • San Mamete
  • oria
  • albogasio
  • panorama05

San Mamete



Situato alla foce del torrente Soldo appena uscito dalla sua forra per gettarsi nel lago di Lugano, San
Mamete è ed è sempre stato il centro amministrativo della valle. Ha una bella piazza rettangolare in pendenza verso il lago, porticata da un lato, dove sono concentrate le funzioni del Comune e le attività commerciali: l’attracco per i battelli, i bar, gli sportelli bancari, la farmacia, l’edicola, il fornaio.
Dal fondo della piazza una larga scalinata porta al sagrato della chiesa e di lì prosegue per Loggio :   passa davanti al cimitero e, risalendo i  tornanti a ridosso della forra del Soldo, consente l’accesso alla Cappella di San Carlo : questa fu eretta in occasione della canonizzazione di Carlo Borromeo arcivescovo di Milano e signore della Valsolda, nel 1610.
Affianca la chiesa il bel campanile in pietra terminante nell’alto cono cestile; sulle arcatelle laterali due testine romaniche. Sul lato della chiesa, affacciato al lago, gli stemmi dei vescovi milanesi che che vennero in visita pastorale in Valsolda.
San Mamete è, per un’antica tradizione, chiesa prepositurale.
L’interno è il risultato delle ristrutturazioni del 1637 e del 1929.
L’altare maggiore copre alla vista un’antica “Madonna con Bambino e  S. Mamete”, affrescata sulla parete absidale. Nel presbiterio sono raccontate storie della vita di San Mamete, pastore ed eremita, protettore delle greggi, dal culto diffuso sopratutto nelle Gallie e giunto al di quà delle Alpi in epoca merovingia (V-VI sec.). Sopra il pulpito di sinistra, immagini celebrative di personaggi dell’ordine domenicano a cui era appartenuto San Pietro Martire, persecutore degli eretici, al quale è dedicato l’altare piu’ importante della chiesa (2°altare a sinistra). Pietro da Verona, padre domenicano vissuto nel XIII sec.,  fece della lotta contro le eresie lo scopo della sua vita. Fu inquisitore contro le eresìe per la Lombardia. Nella Valsolda, che aveva dato rifugio ai Catari, si era costituita una confraternita a suo nome, a cui si deve la donazione di questo altare . Vi è rappresentata una “Pietà”, con a fianco il Santo titolare, colpito al capo e alla spalla dal sicario e, dall’altro lato, San Domenico,  patrono dell’Ordine. Il mandante dell’assassinio di Pietro da Verona fu Stefano Confalonieri, castellano di Albogasio, grande protettore dei Catari.
Sulla strada per Albogasio, a destra appena passato il ponte sul Soldo, si trova una bella villa del XVII-XVIII secolo, “Villa Claudia”, immersa in un grande parco che comprende anche la cappella privata della proprietá.

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information